Immigrazione, Sandonà: “Prefetti incapaci di comprendere la gravità della situazione. Bisogna agire diversamente”

Venezia, 27 aprile 2017 – “Accogliendo tutti questi migranti non facciamo altro che alimentare la domanda. Bisogna fermare il problema alla fonte e non continuare ad alimentarlo. Noi siamo con i sindaci che dicono no”. Lo afferma Luciano Sandonà, Consigliere regionale del Gruppo Zaia Presidente che critica le affermazioni del Prefetto Renato Franceschelli secondo cui tutti i comuni della provincia padovana dovrebbero accogliere un numero minimo di migranti.

“Il problema è alla fonte – aggiunge Sandonà – e deve essere risolto quanto prima. Non possiamo minimamente pensare che tutto questo rappresenti la normalità. È una vera e propria invasione che finanzia anche associazioni criminali che nel Nord Africa gestiscono il traffico di esseri umani”.

“Il business però non si limita alle coste del Mediterraneo – continua il Consigliere – ma arriva fino alle nostre zone, con cooperative e privati che dell’accoglienza hanno fatto un vero e proprio affare: basti pensare che la sola prefettura di Padova, per il biennio 2017-2018, ha stanziato più di 80 milioni di euro. L’accoglienza diffusa, in queste condizioni, dove arrivano 180 mila persone l’anno, non può essere considerata una valida opzione. Bisogna intervenire militarmente, bloccare le partenze, realizzare dei campi profughi nel Nord Africa e avviare progetti di cooperazione internazionale che ci permettano di spendere meno e meglio le risorse destinate all’integrazione”.

“Continuare a bandire nuovi posti, aumentando di fatto l’offerta – conclude Sandonà – significa alimentare la domanda e accrescere il business di quelle organizzazioni che sulla pelle dei migranti introitano miliardi di dollari l’anno. Chi continua a dare la disponibilità all’accoglienza è indirettamente complice di un sistema che è già fallito in partenza. Per questi motivi siamo al fianco delle amministrazioni comunali che dicono un ‘no’ fermo all’aarrivo di nuovi migranti”.

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