Servizi alla persona, Barbisan: “Siamo stati eletti per questo! Priorità a chi ha lavora e ha residenza stabile nel Veneto!”

Venezia 5 aprile 2017 –    “Il requisito della residenza continuativa … risulta non irragionevole quando si pone in coerenza con le finalità che si intende perseguire …”. Lo dice una sentenza della Corte Costituzionale n. 432/2005 e noi ne abbiamo tenuto conto, ritenendo che, in un periodo di difficoltà e scarsità delle risorse pubbliche, sia assolutamente ragionevole stabilire delle priorità”. È quanto affermato da Riccardo Barbisan, Vicecapogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale del Veneto in una nota con la quale il Consigliere, all’indomani della presentazione in Commissione del Pdl n. 204 in materia di accesso ai servizi alla persona, risponde “al falso allarme lanciato da Ruzzante del Gruppo Articolo Uno – MDP. L’ex esponente del PD – prosegue il Vicecapogruppo – dovrebbe guardare anche in casa sua o meglio, in casa della Regione Trentino Alto Adige ad esempio, da lustri amministrata da forze dal suo ex partito, per accorgersi che già da tempo tale Regione applica il criterio della residenza di almeno 5 anni per l’acceso ai contributi per l’astensione dal lavoro”.

“Mai il Consigliere Ruzzante – puntualizza Barbisan – si è dichiarato contrario a quanto avviene oltre confine, cioè nella provincia di Trento. Disconosca anni di militanza e storia politica personale e poi ne parliamo. Il mio progetto di legge n. 204 non fa altro che applicare lo stesso criterio, peraltro, motivato, come si legge all’articolo 1, dalla scarsità di risorse, con ciò provando che non vi è alcun intento discriminatorio nei confronti di alcun richiedente i servizi. Inoltre, con la mia proposta sono stabiliti anche dei punteggi definiti, a titolo preferenziale per la formazione delle graduatorie, in base all’anzianità della residenza anagrafica o dell’attività lavorativa”.

“Quando le risorse non sono più sufficienti per erogare indistintamente i servizi ai cittadini – precisa Barbisan – chi fa le leggi ha il dovere di stabilire delle priorità e applicare il principio generale del buon padre di famiglia”.

“Per noi le persone sono tutte uguali, ma vogliamo aiutare coloro che hanno scelto il Veneto come dimora stabile personale e della propria famiglia, come luogo di lavoro e di pagamento delle tasse. Tra coloro che sbarcheranno domani e gli immigrati che qui lavorano e rispettano la legge noi vogliamo aiutare quest’ultimi. Rimaniamo aperti a soluzioni migliorative del testo di legge – conclude Barbisan – purché rimanga chiaro un concetto: prima i veneti. Siano essi di ‘adozione’ o di nascita”.

 

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