Bonifica territorio polesano, Corazzari: “Regione al lavoro per trovare risorse necessarie”

Venezia, 8 febbraio 2012 – “La Regione deve avere ben presente il grave problema della bonifica dei territori del Delta, i quali si trovano per la gran parte sotto il livello del mare a causa dell’annosa piaga della subsidenza. Garantire la sicurezza idraulica di un territorio e quindi la possibilità per le popolazioni di vivere e lavorare serenamente nelle proprie comunità rappresenta un diritto fondamentale, presupposto di appartenenza ad una comunità regionale e nazionale. I polesani non possono quindi essere chiamati ai loro doveri di cittadinanza solo quando si tratta di pagare oneri e tasse, bensì hanno tutto il diritto di rivendicare la sicurezza del loro territorio”. E’ quanto afferma il consigliere regionale della Lega Nord Cristiano Corazzari in merito all’allarme lanciato da Confagricoltura Veneto sui tagli al sitema di bonifica e di difesa del territorio polesano.

“L’allarme lanciato dalle associazioni del mondo agricolo e della pesca va seriamente colto – ha sottolineato l’esponente leghista – e per questo la Regione sta già lavorado per individuare gli opportuni rimedi e reperire le risorse necessarie. Gli assessori regionali competenti da me interessati sul punto stanno studiando il metodo migliore per rendere sempre più efficiente il rapporto tra il funzionamento degli bonifica e il contenimento delle spese. Chiaramente oggi va data priorità alla salvaguardia della sicurezza idraulica del territorio, ma in prospettiva futura occorre affidarsi a soluzioni stabili che evitino di doversi trovare ogni anno a fronteggiare questo tipo di emergenza in caso di minori risorse disponibili nel bilancio regionale”.

“Ad esempio nel caso in questione – aggiunge Corazzari -, trattandosi prettamente di costi energetici per il sollevamento di acque, ritengo sarebbe opportuno valutare l’ipotesi dell’inserimento di questa tematica all’interno del protocollo inerente la riconversione della centrale ENEL di Porto Tolle. Contrariamente, apparirebbe quantomeno paradossale che un’area destinata a divenire il polo energetico della Regione fosse destinata a finire sott’acqua per l’impossibilità di sostenere la bolletta energetica delle idrovore”.

 

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